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Appuntamenti, news e proposte per la Quaresima

Quarta domenica di Quaresima, cinque minuti con la Parola

Quaresima

Una piccola Lectio, una proposta per ritagliarsi cinque minuti di preghiera e ascolto della Parola, nella giornata di oggi, quarta domenica di Quaresima.

Perché, scrive in nostro vescovo Franco Giulio «La Parola che ascoltiamo, la meditazione con cui l’accogliamo, la disponibilità con cui plasmiamo il nostro cuore, la preghiera che scaturisce dentro di noi, la risposta che affiora sulle nostre labbra, questo è il percorso con cui ci “lasciamo scegliere” dal Signore».

Il testo è tratto da Ho scelto te sussidio di preghiera della diocesi di Novara, pensato e progettato dall’équipe dell’Ufficio per la Pastorale giovanile

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (3, 14-21)

E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.

E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio.

 

Commento alla Parola

“Chiunque fa il male odia la luce e non viene alla luce” ha detto Gesù a Nicodemo durante un loro colloquio notturno. Nascere è un verbo bellissimo, ma l’espressione “venire alla luce” lo è molto di più: è piena di incanto, di poesia e persino di spiritualità. E non si nasce, non si viene alla luce una volta per tutte, ma continuamente, con le scelte piccole e grandi di ogni giorno, con le quali abbiamo la possibilità di camminare verso la luce.

Il Dio che Gesù presenta a Nicodemo e a ciascuno di noi desidera fortemente la salvezza dell’uomo e, anche in questo caso, non ci si salva una volta per tutte, ma ogni giorno, in ogni momento, vivendo la propria esistenza orientati verso la luce. Ma quale luce? “La luce è venuta nel mondo”: è Gesù, che ci ha rivelato in maniera estremamente concreta lo stile di Dio; è Gesù innalzato sulla croce, che vive fino in fondo, senza mai tirarsi indietro, l’amore per gli uomini e le donne di ogni tempo. E allora, vengo alla luce e mi salvo ogni volta che guardo Gesù crocifisso e capisco che devo cambiare mentalità, devo rinascere, fidandomi di lui. Non è una logica facile da accettare quella della croce: confdiamo nella pazienza di Dio, sia lui a educarci perché sappiamo fare della nostra vita una piccola luce e un dono per gli altri.

 

Preghiera

Ti contemplo, Gesù, inchiodato sulla croce.
Sto in silenzio davanti a te: parla tu al mio cuore!
Dammi una fede grande,
più forte di logiche troppo umane e di ragionamenti complicati.
Dammi una speranza luminosa,
che mi impegni a costruire la mia salvezza.
Dammi una carità coraggiosa,
perché le mie scelte
abbiano il profumo della gratuità e della condivisione.

Sabato 10 marzo, incontro quaresimale per gli insegnanti delle scuole cattoliche

Sarà mons. Claudio Stercal, docente universitario e sacerdote dell’arcidiocesi di Milano, a guidare il ritiro di Quaresima per i docenti delle scuole cattoliche della città di Novara. L’evento formativo-spirituale è fissato per sabato 10 marzo, con inizio alle 9 del mattino nei locali dell’Istituto salesiano san Lorenzo di Novara (Baluardo La Marmora, 14 – 28100 Novara)

Mons. Stercal oltre ad essere docente ordinario di teologia spirituale alla Teologica dell’Italia settentrionale, insegna anche presso la Cattolica di Milano, alla Teologica di Padova e a quella di Lugano.

Ad organizzare il ritiro è l’associazione scuole cattoliche della città unitamente all’ufficio di pastorale giovanile e ufficio scuola della diocesi; è valido come aggiornamento riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, oltre che essere volto all’incontro tra insegnanti delle varie scuole secondo una tradizione iniziata nei primi anni duemila.

«Lavorare in rete porta sempre buoni frutti – spiega Paolo Usellini, vicepresidente dell’associazione – e quello di Quaresima è solo uno dei tanti appuntamenti promossi dal nostro gruppo di lavoro durante un anno scolastico. E’ ancora viva la profonda partecipazione alla celebrazione di imposizione delle Ceneri presieduta dal vescovo alla presenza di più di mille ragazzi che gremivano la basilica».

Terza domenica di Quaresima, cinque minuti con la Parola

Quaresima

Una piccola Lectio, una proposta per ritagliarsi cinque minuti di preghiera e ascolto della Parola, nella giornata di oggi, terza domenica di Quaresima.

Perché, scrive in nostro vescovo Franco Giulio «La Parola che ascoltiamo, la meditazione con cui l’accogliamo, la disponibilità con cui plasmiamo il nostro cuore, la preghiera che scaturisce dentro di noi, la risposta che affiora sulle nostre labbra, questo è il percorso con cui ci “lasciamo scegliere” dal Signore».

Il testo è tratto da Ho scelto te sussidio di preghiera della diocesi di Novara, pensato e progettato dall’équipe dell’Ufficio per la Pastorale giovanile

Dal Vangelo secondo Giovanni (2, 13-25)

Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambia monete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: “Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!”. I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divorerà. Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: “Quale segno ci mostri per fare queste cose?”. Rispose loro Gesù: “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere”. Gli dissero allora i Giudei: “Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?”. Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù. Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fdava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.

Commento della Parola

Il tempio è il luogo in cui si celebra quell’amore forte e geloso di Jahvè, ma quello che Gesù si trova innanzi è un mercato dove si fa compravendita delle grazie del Signore. La storia d’Israele ha parlato dell’amore gratuito del Padre e ora questo viene travisato attraverso la compravendita: quasi che si possa dare a lui qualcosa in cambio, quasi che si possa comprare la sua tenerezza. Dunque, in gioco ci sono due visioni di Dio opposte: o il “Dio papà” che Gesù annuncia o un “Dio poco raccomandabile”, da tenersi buono e magari comprare. La scelta è chiara e il segno altrettanto: il luogo dove si mostra l’amore di Dio non è un tempio, costruito dalle mani dell’uomo, ma è la persona di Gesù. La sua storia, in quanto si fa permeare e guidare della tenerezza del Padre, diventa la spiegazione più chiara di chi è Dio, fno alla sua morte di croce: un Dio che dice “sì” a noi fno alla fne. E Gesù condivide con noi questo dono e responsabilità: anche la mia storia può essere un rifesso della misericordia di Dio.

Preghiera

Gesù,
il tuo amore forte allontani da me
la tentazione di farmi un Dio da comprare o mercanteggiare.
Padre,
donami di scoprire il tuo volto,
che precede e sopravanza con tenerezza ogni mio passo.
Spirito,
prendi possesso di questa mia vita,
guidala a essere dono per i fratelli.

Seconda domenica di Quaresima, cinque minuti con la Parola

Quaresima

Una piccola Lectio, una proposta per ritagliarsi cinque minuti di preghiera e ascolto della Parola, nella giornata di oggi, seconda domenica di Quaresima.

Perché, scrive in nostro vescovo Franco Giulio «La Parola che ascoltiamo, la meditazione con cui l’accogliamo, la disponibilità con  cui plasmiamo il nostro cuore, la preghiera che scaturisce dentro di noi, la risposta che affiora sulle nostre labbra, questo è il percorso con cui ci “lasciamo scegliere” dal Signore».

Il testo è tratto da Ho scelto te sussidio di preghiera della diocesi di Novara, pensato e progettato dall’équipe dell’Ufficio per la Pastorale giovanile.

Dal Vangelo secondo Marco (9, 2-10)

Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfgurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: “Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia”. Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: “Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!”. E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.

Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

Commento della Parola

Che signifcato ha l’espressione “risorgere dai morti”? La Passione, la morte e la Risurrezione di Gesù sono le fondamenta della fede cristiana. Sembra così semplice da comprendere, ma è così diffcile da credere veramente. Ci può sembrare una cosa da supereroi, una cosa quasi da flm di fantascienza. È cosi diffcile, che anche gli apostoli dopo la Risurrezione di Gesù non comprendono fino in fondo questo mistero, non capiscono, e arrivano addirittura a dubitare della veridicità di questo fatto così eclatante.

Gesù, però, anticipa ai suoi apostoli la magnifcenza della Risurrezione attraverso la Trasfgurazione sul Monte Tabor, affinché questi sappiano e capiscano davvero chi stanno seguendo. Appaiono anche Mosè ed Elia, i profeti più importanti che hanno preceduto la venuta del Messia, e insieme al Cristo trasfigurato simboleggiano quasi un abbattimento della dimensione temporale: non c’è più un passato, c’è una Chiesa unita nel Cristo risorto. Pietro nella sua “terrenità” più marcata è disorientato, dice solamente “Rabbi, è bello per noi essere qui”, perché stare col Signore è il massimo che un uomo possa desiderare, non serve altro per essere felici.

Preghiera

Signore, è bello per me essere qui con te,
essere tra gli amici che hai scelto per mostrare la tua grandezza;
grazie per la speranza che mi dai
quando mi dici che la morte non distruggerà tutto ciò che io sono.
Fa’ che io possa essere felice solamente grazie al tuo amore.

Prima domenica di Quaresima, cinque minuti con la Parola

Quaresima

Una piccola Lectio, una proposta per ritagliarsi cinque minuti di preghiera e ascolto della Parola, nella giornata di oggi, prima domenica di Quaresima.

Perché, scrive in nostro vescovo Franco Giulio «La Parola che ascoltiamo, la meditazione con cui l’accogliamo, la disponibilità con cui plasmiamo il nostro cuore, la preghiera che scaturisce dentro di noi, la risposta che affiora sulle nostre labbra, questo è il percorso con cui ci “lasciamo scegliere” dal Signore»

Il testo è tratto da Ho scelto te sussidio di preghiera della diocesi di Novara, pensato e progettato dall’équipe dell’Ufficio per la Pastorale giovanile.

 

Dal Vangelo secondo Marco (1, 12-15)

E subito lo Spirito lo sospinse nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo”.

 

Commento della Parola

Poche righe, solo quattro versetti, quelle che nel Vangelo secondo Marco raccontano i quaranta giorni di Gesù nel deserto: l’inizio della sua predicazione, la Quaresima che lo condurrà alla sua Pasqua.

Ed è un inizio diffcile: con toni asciutti e senza aggiungere i particolari che si trovano negli altri Vangeli, Marco descrive questo passaggio come una lotta continua e ininterrotta contro Satana. Dopo il battesimo nel Giordano, lo Spirito sceso su Gesù lo spinge nello spazio della prova, il deserto: lo è stato per il popolo di Israele guidato da Mosè, lo è stato per Elia e lo è stato per lo stesso Giovanni Battista, ultimo dei profeti che hanno preparato la venuta di Cristo. È una storia che si chiude, ma che insieme apre al ˝tempo compiutoˮ, che annuncia che ˝il Regno di Dio è vicinoˮ.

E’ in mezzo al deserto che risuona questa chiamata, è in mezzo alle diffcoltà, alle tentazioni, alle fatiche, che risuona la voce di Gesù. Ancora oggi. Ancora in questo avvio di Quaresima 2018. Sta a noi aprire i nostri cuori e le nostre menti, per sentire sopra la confusione e il silenzio assordante del nostro deserto, Gesù che dice: ˝Convertitevi e credete al Vangeloˮ.

Preghiera

Signore, aiutami a fare in modo che le difficoltà,
le fatiche, gli affanni e le tentazioni
possano essere occasione di conversione,
possano essere lo spazio e il tempo
di una Quaresima che mi accompagna
verso la tua Pasqua.