Santa Pasqua, cinque minuti con la Parola

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Una piccola Lectio, una proposta per ritagliarsi cinque minuti di preghiera e ascolto della Parola nella giornata in cui si fa memoria dell’Epifania del Signore. Il testo è tratto da Cercatori di felicità,  sussidio di preghiera della diocesi di Novara, pensato e curato dall’’Ufficio per la Pastorale giovanile.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (20,1-9)
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: “Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!”. Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro.
Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepol- cro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al se- polcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti

 

Commento

Pasqua di Risurrezione: la solennità più importante di tutta la cristianità. Si celebra l’avvenimento principale della no- stra fede e redenzione.
Mentre ieri la liturgia ha presentato l’apparizione degli angeli alle donne che annunciava la Risurrezione di Gesù, il Vangelo di oggi, invece, si sofferma sull’angosciosa notizia che Maria Maddalena porta agli Apostoli: ”Hanno rubato il corpo di Gesù”.
Pietro e Giovanni vanno al sepolcro per sincerarsi della situazione e, mentre Pietro vede la stessa scena di Giovanni, ma “non crede”, l’altro Apostolo “vede e crede”. Perché questo? Perché la fede non si basa solamente su un’indagine razionale, come se il Signore fosse solo un personaggio della storia o un fenomeno da osservare e analizzare secondo ben precise regole scientifiche; ci vuole certo l’uso corretto e onesto della ragione per accostarsi “all’evento Gesù”, ma non basta, perché tu sei solamente creatura ed è segno di uno smisurato e ingenuo orgoglio pretendere che la creatura comprenda del tutto l’essere e l’agire del suo creatore. Giovanni è il discepolo più vicino a Gesù, colui che “il Maestro amava”, perché è il discepolo che aveva incontrato il Signore aprendo a lui completamente il suo cuore e la sua anima.
Capire Cristo e amarlo vuol dire “incontrarlo” nella propria vita come si incontra e si ama una persona viva e reale (perché lui è vivo e reale) e non “studiarlo”. E lo puoi incontrare soprattutto nella Chiesa che ti parla di lui proclamando la sua Parola e comunicandoti la sua stessa vita nei sacramenti. Sei disposto a fare questo incontro?

 

Preghiera

Pasqua di Risurrezione,
Pasqua di vita e di liberazione,
ma soprattutto di incontro con te, o mio Dio. E ti ritrovo presente nella mia vita
da dove tu non ti sei mai allontanato.
E ti ritrovo compagno del mio cammino
e più ti conosco e più ti amo,
e più ti amo e più mi affiderò a te
perché nel giorno della mia risurrezione possa per l’eternità stare al tuo fianco.

 


 

“Cercatori di felicità” è il sussidio per la preghiera quotidiana della Diocesi di Novara per l’anno 2018-2019, pensato e curato dall’Ufficio per la Pastorale giovanile.

 

PER INFORMAZIONI: LA PRESENTAZIONE DEL SUSSIDIO

PRENOTAZIONI: giovani@diocesinovara.it